28-12-06

 

[Home] [Su] [D'Olivo biografia]

Marcello D'Olivo
Udine (1921-1991)

 
bullet

 [D'Olivo biografia]

 

 
  M. D'Olivo - Progetto di complesso sportivo in Ryad 1960

    E’ nato a Udine nel 1921. Approdato all’architettura da una vita di semplice garzone di bottega, si dedica, recuperati gli anni di studio alla facoltà di Architettura di Venezia, a ricerche di matematica e fisica, discipline che egli considera sostegni indispensabili del progettare. Il suo fare architettura è una continua ricerca di interazione attiva tra natura e tecnologia, nel tentativo di omologare quest’ultima con lo studio delle leggi genetiche e morfologiche della natura stessa. "Abbiamo dimenticato" scriveva su "Discorso per un’altra architettura" "l’osservazione naturale e gli insegnamenti che ne possono scaturire. Impegnamoci dunque a guardare più da vicino e più attentamente, con l’aiuto tecnologico e scientifico a nostra disposizione, ciò che esiste già in natura e

M. D'Olivo - Progetto per un edificio TV in Libia, c. 1960 

 con una garanzia di vita di alcuni milioni di anni... Il vegetale come singolo organismo, il bosco come insieme di organismi vegetali, i mutui scambi tra mondo vegetale e mondo animale, possono essere opportunamente osservati, studiati e logicizzati fino a divenire elementi validi per nuove soluzioni nel campo dell’architettura e dell’urbanistica, finite oggi in un veicolo cieco?".

 
 M. D'Olivo - Copertura dell'edificio dei negozi di Lignano Pineta 1953/54

    Ha lavorato molto all’estero, e soprattutto nei paesi del terzo mondo, cercando di applicare all’architettura e all’urbanistica le sue teorie di un’architettura che si sviluppa secondo le leggi "organiche" e in continuo mutamento, della natura. Ciò non toglie che egli non abbia fatto tesoro delle acquisizioni della cultura artistica del nostro secolo. Si veda, ad esempio, il plastico di un edificio per la TV in Libia, che sembra voler risolvere, in modulata, naturale crescita organica, la Scomposizione di una bottiglia nello spazio di Boccioni.


M. D'Olivo - Tracciamento delle strade a Lignano Pineta 1953/54

 

ARCHITETTURA ORGANICA

L’architettura organica, rifiutando sempre ogni classificazione, sistematizzazione, istituzione di norme, ecc... non è stata in grado di offrire né un lessico né una metodologia operativa attraverso un corpus di fattori condivisi e trasmissibili e non è facile leggerla secondo una linea culturale e formale specifica.


F.L. Wright - Solomon R. Guggenheim Museum 1943/59, New York City: interno (Lungo la spirale e al centro un'installazione di Richard Long)

Gli architetti organici da un lato sostengono la loro tendenza partendo da un punto sicuro e dall’altro mirano a revocare in dubbio tanto la tradizione del passato quanto quella del "nuovo"; sulla scena internazionale si affacciano allora nuove e più giovani culture, quella americana e scandinava; nuovi centri culturali tendono a sostituirsi alle vecchie capitali europee; alla Parigi di Picasso e dei cubisti si è sostituita in questo dopoguerra la New York di Pollock e della pittura informale. L’architettura organica si svolge in parallelo con l’architettura razionale e si arrichisce delle stesse matrici culturali. Il contributo più importante all’architettura organica è quello di Wright: "Fu Lao Tse il primo, che io sappia, cinquecento anni prima di Cristo, a dichiarare che la realtà di un edificio non consiste in quattro pareti e un tetto, ma nello spazio racchiuso, nello spazio entro cui si vive".

 

 


A. Aalto, poltrona in legno curvato 1929/33

 

 

   Il secondo, straordinario contributo all’architettura organica è quello di Alvar Aalto che, dall’interpretazione sensibile del suo paese, trae la qualità della luce. La stessa indeterminatezza e raffinata sensibilità dello spazio, la stessa straordinaria cura dei particolari, le stesse componenti multiple che si definiscono in Aalto, caratterizzano anche l’opera di Carlo Scarpa, tra i più raffinati esponenti dell’architettura italiana del secondo dopoguerra. Su una linea diversa, intesa  ad una architettura morfogenetica che, come la ricerca di Klee, si imposta sulla formalità organica della natura è, in Italia, l’opera di Marcello D’Olivo

M. D'Olivo, Complesso Omnisport, Ginnasio coperto,  Libreville, Gabon, c. 1964

Home

Ultimo aggiornamento: 28-12-06