28-12-06

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                Egidio Marzona

A VERZEGNIS (UD)

 

     Egidio Marzona è un collezionista d’arte che sta organizzando a Verzegnis, in provincia di Udine, un "Museo di Arte Contemporanea". Figlio di emigrati friulani in Germania, Marzona ha sempre mantenuto legami con il paese d’origine della sua famiglia. La nonna, che aveva un negozio di generi coloniali e un carro aE. Marzona cavalli, forniva prodotti alimentari italiani ai suoi connazionali emigrati; ogni volta che doveva partorire è ritornata a Verzegnis.

    Marzona ha cominciato a collezionare più di 25 anni fa le opere di artisti appartenenti a movimenti artistici che stavano allora emergendo: l’arte concettuale, la minimal art e l’arte povera. Da più di dieci anni ha incominciato ad invitare nella sua casa di Verzegnis artisti che hanno organizzato opere su loro progetti. "Per me collezionare è creare un mosaico, il tentativo di formare pezzo dopo pezzo un insieme che sia un quadro sensato. La mia collezione è costituita da sculture, oggetti, fotografie e disegni. Ad essi si affianca un archivio di documenti dell’arte di quel periodo. Per me è molto importante realizzare una ricostruzione filologica grazie all’insieme di questi documenti e collezionare opere d’arte usando criteri precisi."
"E’ un luogo comune che un collezionista sia un artista fallito, io non la penso così; secondo me ha una funzione simile a quella del regista cinematografico: mette assieme tante opere per fare una bella collezione, come il regista mette assieme le scene per girare un bel film." "Per quanto riguarda l’aspetto economico dell’arte, per il collezionista diventa sempre più difficile pagare il valore di mercato, per questo motivo preferisco invitare degli artisti a realizzare dei lavori da me, perché così evito le speculazioni degli intermediari del mercato delle opere d’arte."

    Guardando la collezione di Marzona come identità culturale, si trovano varie correnti e culture che distinguono il suo rapporto con l’arte versatile, ma sono frutto di una selezione multiculturale.

Diverse opere d’arte della sua collezione sono esposte a Verzegnis: ci sono lastre d’acciaio di Richard Serra, lastre di granito di Mario Merz. Di Max Bill ha una scultura fatta col granito del Vermont: è la sua scultura più elementare e l’ha realizzata in memoria dell’architetto Carlo Scarpa che ha costruito la casa per i coniugi. Altre opere troveranno posto a Verzegnis: una scultura di Richard Nonas sarà collocata vicino a quelle di B. Nauman e di R. Long. Anche Michelangelo Pistoletto ha fatto un progetto.


M. Pistoletto, opera presentata a "Documenta X", 
Kassel 1997

Da "Flash Art" n. 209, Aprile-Maggio 1998

    Marzona ha dato avvio all’istituzione di una Fondazione in due luoghi, in Germania e in Italia, sul modello del Kunstverein, non solo per organizzare mostre, ma anche eventi, sale di lettura. A Verzegnis, dunque, sta realizzando un parco di opere all’aperto attorno alla sua casa e in altri terreni del paese. "E’ già venuto Vito Acconci, che vuole realizzare 5 torri e un sistema di visione da una torre all’altra. Quest’anno è stato costruito il padiglione di Dan Graham, verranno Kounellis e Carl Andre per realizzare i loro progetti. Ho inoltre comprato la casa di mio nonno, che ristrutturerò con interventi interni di diversi artisti. Pistoletto vuole realizzare un "Giardino del pensiero"…

    Per ogni lavoro l’artista si ferma da me qualche settimana, durante la quale amo conversare, discutere, capire e vedere come nasce il lavoro. Ricordo tante storie, come quella del progetto di Sol LeWitt. Ho comprato da lui un cubo, una pittura murale di 1,5x1,5 metri, invitando l’artista solo a individuare nella mia casa il luogo che gli sembrava più consono per ospitarlo. Lui è stato qui con la sua famiglia e per dieci giorni è rimasto seduto sul divano, ad ascoltare musica classica e a leggere. Poi mi ha chiamato da Spoleto, chiedendomi di realizzare un altro murale e poi altri ancora, in tutto otto, tra le finestre della sala. Anche la storia con Weiner è curiosa. Quando è stato qui non si è soffermato sul panorama, a lui non interessa il paesaggio naturale, ha voluto solo discutere e alla fine ha deciso di realizzare una piattaforma circolare davanti al cancello della casa, come se fosse la piattaforma di un elicottero. Altri srtisti vanno fuori, si cercano il posto nel verde. Si tratta ogni volta di storie diverse.
   I tre filoni emergenti della sua raccolta sono l’Arte Concettuale (Acconci, Baldessari, de Dominicis, Kosuth, Manzoni, Haacke) il Minimalismo (Buren, Flavin, Sol LeWitt, Nauman, Morris, Serra, Mangold, Panamarenko) e l’Arte Povera (Beuys, Fabro, Kounellis, Merz, Paolini, Penone, Calzolari, Boetti, Dibbets).
 

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