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Il regime fascista negli anni
trenta, allo scopo di favorire la colonizzazione del latifondo in certe
zone della Sicilia,
fece costruire alcuni borghi, tra cui Borgo Schirņ, con l'intento di
consentire ai contadini ad abitare
vicino alle terre da coltivare.
Il Borgo comprendeva una trentina di
abitazioni, tra cui la chiesa con la canonica, la scuola, un negozio di
generi alimentari, un salone, l'ambulatorio medico, ecc. Per alcuni decenni il
paese č stato abitato da un centinaio di contadini, ma i
lotti, di pochi ettari, a loro assegnati non sono stati sufficienti a frenare l'emigrazione di massa.
Negli anni Settanta il villaggio si era praticamente
spopolato, rimase aperto solo il negozio di generi alimentari e la chiesa. Con
l'abbandono degli alloggi, iniziarono le ruberie ai quali non si
sottrasse la chiesa locale, che č stata rapinata delle statue e degli
arredi. A seguito di questi fatti anche il prete č stato costretto
ad abbandonare la parrocchia.
Agli inizi del 2000 del Borgo Schirņ rimane una piazza
deserta circondata da abitazioni vuote con i serramenti rimossi o
distrutti, con cornicioni e muri lesionati e pericolanti, illuminazione e
segnaletica inesistente e con la vegetazione che ha aggredito marciapiedi
e cortili.
In questa borgo fantasma, nel 1997, gli studenti della
prima cattedra di pittura dell'Accademia
delle Belle Arti di Palermo, hanno ricoperto le pareti delle alloggi di Murales
(vedi foto).
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