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Pietro Consagra
Pietro
Consagra, uno dei più importanti scultori internazionali
dell’astrattismo, é nato a Mazara del Vallo
(Trapani) il 6/10/1920. Stabilitosi a Roma nel 1944 é stato tra i fondatori del
gruppo Forma nel 1947. La presenza della frontalità e del punto di
vista unico si manifesta nella sua scultura nel 1948 e diviene una scelta
teorizzata nei primi Colloqui del 1952.
Nel 1960 vince
il Gran premio internazionale per la scultura alla Biennale di Venezia. Nel
1968 nelle Sottilissime e nella La Città Frontale propone la bifrontalità
e in seguito la serie delle Muraglie (1976), degli Addossati (1976), delle
Interferenze (1985), delle Sibilline (1990), delle Porte e delle Facciate.
Le sue opere sono nei principali musei europei e americani. Autore di
numerosi saggi sull'arte, viveva e lavorava a Roma e a Milano. |
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Il 16 luglio
2005, Pietro Consagra muore a Milano, città nella quale
da dieci anni si era stabilito, all'età di 85 anni. Secondo la sua volontà,
è stato sepolto mercoledì 20 luglio a Gibellina, (foto in basso), dove,
dopo la devastazione del terremoto, ha lasciato una significativa traccia
della sua opera scultorea (celebre la "Porta del Belice",
- foto in
alto - opera di straordinaria potenza evocatrice che accoglie chi arriva a
Gibellina), dopo che l’Italia lo avrà onorato esponendo nella Sala
Protomoteca del Campidoglio, a Roma, il suo feretro, per l’ultimo saluto di quanti lo amarono e lo ammirarono.
La orazione
funebre, per l'amico di una vita, è stata tenuta da
Ludovico Corrao. |
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Insignito della
medaglia d'oro come Benemerito della Cultura e dell'Arte dal Presidente
Carlo Azeglio Ciampi, oltre che scultore, Consagra fu scrittore e critico,
collaboratore di molte pubblicazioni d'arte, scrisse "La necessità
della scultura", "La città frontale" e "Vita mia",
opera autobiografica, e fu personalità di rilievo nel mondo culturale di un
periodo storico di determinante importanza per l’arte italiana, il decennio
‘40/’50, che vede la nascita dell’astrattismo. |
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E' la prima opera in senso cronologico della "Fiumara d'Arte" (Fiumara di Tusa - Messina)
L'opera si intitola "La materia poteva non esserci".
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