22-06-06

 

 

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L'Arte Concettuale

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Arte Concettuale
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MINIMAL ART

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COME NASCE LA LAND ART

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SVILUPPO DELLA LAND ART

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LAND ART E ARTE CONCETTUALE
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land art
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    Il termine "Arte concettuale", comparso per la prima volta nei "Paragrafi sull’Arte Concettuale" di Sol LeWitt (in "Artforum" 1967), indica una tendenza artistica che da maggior rilievo al concetto, al procedimento mentale piuttosto che all’oggetto artistico. Nel suo testo Sol LeWitt sosteneva che nell’Arte Concettuale l’idea o concetto è l’aspetto più importante del lavoro… l’idea diventa una macchina che crea arte…" Nel suo significato più generico il concettualismo si trova alla base di varie correnti artistiche come la Land art, l’arte povera, l’arte di comportamento, l’arte processuale, ecc. per una certa comune attitudine alla riflessione e alla conoscenza in senso lato. E’ possibile isolare una tendenza più rigorosa , più "pura", quella che fa capo a New York a J. Kosuth. L. Weiner, R. Barry, D. Huebler e in Inghilterra ai gruppi Analytical Art e Art-Language. Questi artisti giungono ad eliminare l’oggetto facendo coincidere l’arte con l’idea dell’arte. Il valore non risiede nelle qualità specifiche dell’oggetto, ma nel discorso intorno ad esso. Lo scopo è una definizione del concetto di arte per mettere a nudo sia la convenzione che le contraddizioni che sottendono il sistema artistico.

     La crisi dell’oggetto artistico rientra nella più vasta crisi dell’idea di oggetto. L’arte Concettuale rifiuta l’oggetto sia perché non ha più valore di modello, in quanto si sono sempre evidenziati solo alcuni degli aspetti che lo caratterizzavano, sia perché in una società di mercato quale quella attuale viene immediatamente coinvolto nella logica di consumo, usato e mercificato.

Una nuova situazione: arte senza opera d’arte, e uno degli aspetti fondamentali dell’Arte Concettuale è che può realizzarsi in qualsiasi forma decida di adottare, ma l’oggetto viene sostituito da un concetto.

   Negli artisti concettuali si fa strada l’idea di un’astratta professionalità vicina al modello del ricercatore scientifico che, al limite, accetta anche l’anonimato. Negli artisti concettuali i procedimenti per formalizzare l’arte sono presi in prestito dalla logica matematica e dalla linguistica strutturale. L’indagine diventa così di tipo linguistico. L’arte è vista, cioè, come idea, come linguaggio, come definizione dell’arte, come conoscenza attraverso il pensiero anzichè attraverso l’immagine. La ricerca in questo tipo di arte usa parole, numeri, diagrammi, curve statistiche.

  E’ esemplare del procedimento concettuale l’opera di Kosuth "Una e tre sedie" (1965), che presenta una sedia vera e propria (linguaggio-oggetto), la foto di una sedia (segno iconico) e la definizione della sedia presa dal dizionario (segno verbale). Lawrence Weiner, nei suoi "Statements" (1968) fa riferimento ad azioni passate, presenti o future il cui enunciato prescinde dalla realizzazione: per es. "Un certo quantitativo di pittura versato direttamente sul pavimento e lasciato seccare", "Una scala di colori standard gettata nel mare", "Dei chiodi di acciaio piantati nel pavimento nei punti designati al momento dell’installazione", e così via.

 

MINIMAL ART

     Con questo termine si indica una particolare tendenza sviluppatasi nell'ambito più generale dell'astrattismo geometrico verso la metà degli anni sessanta, in particolare negli Statti Uniti. Gli artisti principali sono C. Andre, S. LeWitt, B. Nauman, R. Serra, R. Morris, R. Bladen, W. Turnbull.
La caratteristica della Mnimal Art è di conferire importanza estrema, nel dipinto come nella scultura, appunto ai "minimi" elementi costitutivi (lo spessore di una linea, la densità del colore, la specificità dei materiali, ecc.). Sul finire degli anni sessanta, la M. lascierà parte del suo patrimonio teorico a quella particolare forma di intervento sul paesaggio che va sotto il nome di Land art.

Come nasce la "LAND ART"
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Spiral Jetty - Nasce la Land Art 
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Sviluppo della Land Art
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 Land Art e Arte Concettuale
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 Land Art
  Land art - Robert Smithson, Spiral Jetty (Banchina a spirale), Gran Lago Salato, Utah,1970.
Roccia nera, cristalli di sale, terra, acqua rossa. La spirale è lunga 450 m ca. e larga 4,50 m ca.

  

   "Spiral Jetty" è l'esempio più celebre dell'Arte terrestre o Land Art. Quest'opera è stata oggetto di complesse spiegazioni, ma è interessante mettere in rilievo una delle sue caratteristiche principali: l'inaccessibilità. Situata in una zona scarsamente abitata, si poteva osservare nel modo migliore solo dall'alto. La maggior parte di coloro che vi imbastirono sopra delle teorie potevano conoscerla solo attraverso fotografie o altre documentazioni del genere. La "realtà" dell'opera esisteva perciò, paradossalmente, perchè questa era lontana dallo spettatore.

Nell’autunno del ’67 un certo Michael Heizer va a cercare Bob Seull, re dei taxi di New York, collezionista all'ingrosso di pop-art, e lo persuade a patrocinare la più paradossale operazione a carattere "artistico" che sia mai stata attuata: sorvolare il deserto del Nevada per cercarvi un luogo da trapanare. Heizer riesce a farsi finanziare uno scavo di più di mezzo chilometro, profondo quindici metri, largo dieci, smuovendo sessantamila tonnellate di terra (sempre nel Nevada sul Dry Lake, Heizer farà dei giganteschi cerchi con una motocicletta). Nasce la land-art o arte ecologica.

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Sviluppo della Land Art

     Alcuni galleristi abbracciano il nuovo esperimento e promuovono manifestazioni in tal senso: tipica la grande rassegna del ’68, "Earth-works", in cui il minimalista Bob Morris abiura il famoso "feltro" ed espone un mucchio di polvere, rottami e grasso per macchine. Dalla minimal-art provengono anche altri aderenti alla nuova svolta: il noto batterista Walter De Maria, per esempio che gira un film sulla "presenza del suolo in sé" o che, con polvere di gesso, traccia una croce lunga circa quattrocento metri sul Jenny Lake nel Nevada. Robert Smithson con terra e sassi, costruisce una spirale di quattrocentocinquanta metri sulla superficie del lago Great Sant nell’Utah o va nello Yucatan a mettere frammenti di specchi tra gli alberi e le pietre, o sommerge case abbandonate con tonnellate di terra, adoperate come valanghe artificiali. A New York una nuova figura di editore, Seth Siegelaub, si interessa alla promozione e alla divulgazione degli interventi sul territorio. Le università degli stati Uniti divengono poi gli ufficiali mecenati e clienti della land-art. Il primo videogallerista gira un cortometraggio riprendendo le azioni sulla natura di de Maria, Smithson, Heizer, Long, Flanagan, Oppenheim,… Ha inizio così, presso tutte le grandi mostre internazionali, la proiezione di film e diapositive facenti funzione di oggetti d’arte. Punti, linee, tracciati vari vengono segnati in un paesaggio e la relativa azione ripresa in film: c’è un rapporto tra spazio e tempo. Flanagan ha collocato nel mare, poco lontano dalla sponda, un cilindro trasparente: nella ripresa risulta un circolo perfetto e dall’apparenza immateriale, astratta, contro il quale però le onde si infrangono con ritmo regolare. Walter De Maria ha tracciato nel deserto due linee parallele, incamminandosi poi tra di esse; la macchina da presa compie lentamente tre giri su se stessa, disegnando tre circoli ideali all’orizzonte; al termine del primo giro la figura che cammina si è allontanata, al secondo passaggio è distante, al terzo è scomparsa. Nella land-art il potenziale fantastico della geometria è notevole: per esempio in alcune opere vengono riprodotte le evoluzioni di un aratro meccanico sul terreno, che lasciano solchi paralleli curvati solo alle estremità. Le azioni visualizzano degli spostamenti nei grandi e vuoti spazi della natura. I punti cardinali simbolizzano l’orientamento; oppure l’orizzonte, il circolo che dà all’uomo la sensazione della propria centralità nel mondo. Un altro tema è misurare il terreno, un rito geometrico che gli egiziani ripetevano ad ogni stagione. Oppure osservare e fissare i momenti della giornata attraverso le posizioni del sole, riscontrare le simmetrie e i ritmi della natura, interferire in essi con proposte di analogie. Camminare, percepire la struttura biologica dei propri ritmi, il respiro, il passo, il pulsare del cuore, che il sonoro amplifica nella registrazione. Sensazioni di una tale elementarità di rappresentazione si ritrovano nei monumenti della preistoria e della protostoria, a Stonehenge o a Giza.

La land-art è stata intesa anche come verifica della nostra condizione di "essere al mondo", di interazione con l’ambiente fisico: il quale viene misurato, percorso, solcato, arato, inciso, scavato, franto, spostato, sostituito, ecc. L’interazione con l’ambiente non viene solo nell’attualità del presente, ma anche nelle potenzialità del passato e del futuro, che si possono agevolmente trattare o attraverso fatti memorizzati (fotografie, video) o attraverso progetti.

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Land Art e Arte Concettuale

     Qual è il confine tra Land Art e Arte Concettuale? Facciamo un esempio: i participi passati di cui si parlava prima "percorso, solcato, arato…" si possono tradurre in interventi di Land Art (che punta all’esecuzione materiale di tali significati) e in quello "concettuale", sul tipo di quelli che hanno reso famoso lo statunitense Weiner, il quale appunto si limita a snocciolare in astratto (scrivendoli) questi stessi participi passati, lasciando al lettore il compito di attualizzarli, o comunque di eseguirli "immaginando" le relative operazioni (così come un conoscitore di musica può "immaginare" i suoni a partire dalla lettura dello spartito).

 Land Art  
(comp. di land  "paesaggio, 
ambiente"e art "arte")

 - Forma d'arte contemporanea, nota anche come earth art, earth works ("arte della terra", "lavori di terra"), sorta intorno al 1967 negli U.S.A., e caratterizzata dall'abbandono dei mezzi artistici tradizionali per un intervento diretto dell'operatore nella natura e sulla natura. Le opere di questo indirizzo hanno per lo più carattere effimero e restano affidate specialmente alla documentazione fotografica e cinematografica, a progetti,schizzi, ecc. Gli artisti che hanno individuato nella natura la loro area operativa non puntano tanto al risultato, infatti, quanto al processo e alla realizzazione di un'esperienza esemplare; donde l'affinità che lega questo tipo di ricerca all'arte concettuale e, più in generale, all'arte di comportamento. Si ricordano, come esempi di l. a., i solchi tracciati in un campo di grano e sulla riva ghiacciata di un fiume, nonché lo scavo profondissimo effettuato nel deserto del Nevada, a opera, rispettivamente, degli statunitensi D. Oppenheim e M. Heizer; o anche l'impacchettamento con materiale plastico e corda di diverse migliaia di metri quadri di costa in Australia, a opera di Christo. Tra i seguaci di questa tendenza,che nasce da un atteggiamento rigorosamente anti-formale in antitesi con il figurativismo della pop art, come pure con le fredde geometrie della minimal art, e che, con il richiamo a temi ecologici, vuole contrapporsi al tecnicismo e all'urbanesimo esasperati della società contemporanea, ricordiamo ancora gli statunitensi W. De Maria e R.Smithson, gli inglesi R. Long e B. Flanagan, gli olandesi M. Boezem e J. Dibbets. In Italia esperienze di Land art si sono avute soprattutto nell'ambito della cosiddetta arte povera.

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Ultimo aggiornamento: 19-06-06